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Percorso estremamente vario e tecnico in ambiente naturale di grande emozione.

L’itinerario si sviluppa in Val di Peio ed è completamente immerso nel Parco Nazionale dello Stelvio dove è possibile incontrare numerosi animali selvatici da osservare in silenzio rispettando il loro habitat.




 

Descrizione:

Dall’abitato di Cogolo (parcheggio adiacente alla Chiesa) ci si trasferisce a Celledizzo (da vedere la cappella di S. Antonio con pitture murali di Giovanni e Battista Baschenis, del 1473 e il Museo Etnografico del legno ospitato presso l’antica segheria restaurata) dove, superato il centro del paese, si segue una strada sterrata tra i prati che fanno da contorno in direzione della Malga Borche (un occhio attento legge ancora sul terreno la traccia delle antiche miniere di ferro del luogo, attive fra il XIV ed il XVIII secolo).

Dopo qualche chilometro con pendenza moderata e costante la strada entra nel bosco di abeti, sino ad un bivio con indicazioni a sinistra per Coronaccia-Malga Pontevecchio. La strada nel bosco misto di pino cembro e abete rosso supera vari rivi che discendono dalle cime circostanti, divenendo sentiero per un breve tratto per poi discendere alla Malga Pontevecchio (1.762 m). Da questa posizione è frequente avvistare l’aquila che vola alta nel cielo a caccia dei piccoli dei camosci che tranquillamente brucano sugli spogli e ripidi pendii. Da qui si discende per un breve tratto incontrando la strada asfaltata di servizio alla centrale idroelettrica posta in loc. Malga Mare (2.031 m). La si raggiunge superata la Malga Prà Bon ed alcuni tornanti.

Proseguendo oltre la centrale si passa sopra il Ponte che supera il deflusso dell’acqua seguendo le indicazioni per il sentiero SAT n. 127. Il sentiero, ben visibile, è molto tecnico, richiede in alcuni tratti doti di notevole equilibrio ed ha un andamento altalenante nel bel sottobosco di rododendri. Essendo inoltre percorso frequentato da escursionisti a piedi è opportuno moderare la velocità rispettando il loro passaggio. Si arriva su una larga strada pianeggiante ed erbosa sovrastante le tubature dell’acqua provenienti dalla centrale lungo il versante sud del monte Vioz. Superata la stradina che da Peio Paese porta a Malga Saline seguendo le indicazioni per Rifugio Scoiattolo, in vista di ciclopiche tubature per condotte forzate (degli anni ’30), la strada ridiventa sentiero ed in breve ma ripida ascesa (si consiglia di scendere dalla mtb) si giunge al rifugio. Una breve sosta, per ridiscendere poi lungo la strada sterrata che percorre la pista da sci seguendo le indicazioni per Peio Paese.

Si supera il paese e sulla Strada Provinciale n. 87 poco più in basso, in prossimità dell’Area Faunistica (meritevole una visita), si imbocca uno stradello sulla sinistra che gradualmente scende alla piana di S. Bartolomeo (da ammirare il S. Cristoforo affrescato sulla facciata della chiesa di Pegaja, un antico centro minerario scomparso forse ai primi del 1500) percorrendo un tratto del sentiero botanico per giungere in breve a Cogolo.

 

Altimetria: