Il comfort sulla bicicletta
da Silvano
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Definire una bicicletta comoda presuppone la corretta valutazione del suo utilizzo: turistico, sportivo o agonistico. La comodità è infatti soggettiva e deriva da diversi fattori, tra cui i più importanti sono la posizione che assume il ciclista, la distanza della sella dai pedali e dal manubrio, la forma della sella e l’impugnatura delle mani.

Il ciclista ha tre punti di contatto con la bicicletta: la sella, i pedali e il manubrio, la differente posizione di questi tre elementi può fattivamente cambiare la sensazione di comodità nel pedalare. Tutto è poi strettamente legato al tipo di attività ciclistica che si vuole praticare, con la diversa tipologia di ciclismo da svolgere che porta ad avere delle differenze sostanziali nella forma e nella struttura dei tre punti di appoggio descritti in precedenza.

Pedali: sono il maggiore elemento di propulsione della bicicletta e devono adattarsi al meglio al tipo di attività che si ha intenzione di praticare. Per il ciclista urbano e turistico sono indicati pedali dalla forma larga e ampia, con una gommatura sul piano d’appoggio; i pedali del free rider hanno una forma “flat” (piatta), sono estremamente larghi e dotati di piccole dentature che garantiscono un maggiore grip alla scarpa; per il ciclista da strada il pedale deve avere un aggancio che valorizzi al massimo la spinta e la trazione sul pedale; per il biker è invece necessario un pedale ad aggancio rapido con forma contenuta e sganciabile molto più rapidamente rispetto all’attacco della bici da corsa.

Sella: è l’elemento più osservato e valutato dal ciclista in tema di comodità. La sella è infatti l’oggetto che deve sostenere gran parte del peso del biker e per questo motivo la sua forma e la sua consistenza vanno approfonditamente valutate. Chi pedala tenendo il busto molto verticale avrà bisogno di una sella con una forma ampia che permetta al peso del corpo di distribuirsi al meglio su una superficie di pochi centimetri. Chi, al contrario, pedala con il busto proiettato verso il manubrio e quasi orizzontale alla bicicletta scarica una buona parte del suo peso sul manubrio, con la sella che serve solamente da punto di appoggio. In tal caso, vista la diversa posizione del corpo, la sella deve essere molto più affusolata per riuscire ad occupare al meglio il piccolo spazio determinato dall’ossatura della cresta iliaca. Capiamo quindi come, in termini di sella, non sia l’imbottitura a dare maggiore comodità, bensì la forma, che nei casi dei ciclisti professionisti viene addirittura costruita su misura. Molto importante è adottare poi alcuni accorgimenti per rendere più comoda la pedalata, come l’uso di pantaloncini aderenti e imbottiti. Infine, per quanto riguarda l’altezza della sella, è sempre meglio consigliare un’altezza che permetta la perfetta estensione della gamba nel momento di massima spinta sul pedale.

Manubrio: è il punto di appoggio delle braccia e l’elemento di direzione della bicicletta. Per questo motivo, oltre che comodo, il manubrio deve essere soprattutto “pratico”, con tutte le leve da azionare per frenare o per cambiare che devono essere a portata di mano e che devono seguire la stessa angolatura dell’avambraccio. Come già detto per la sella e per i pedali, anche il manubrio deve variare la sua forma a seconda del tipo di disciplina che si vuole praticare. Un manubrio da cronoman sarà molto stretto e proiettato verso il battistrada della bici, mentre un manubrio da bici turistica ha un’apertura molto più ampia e un altezza molto più elevata per garantire una maggiore verticalità al ciclista. Importante è infine avere sulla parte esterna del manubrio una gommatura, che, a contatto con i guanti tecnici, permettano un’aderenza ottimale alle mani del ciclista anche in caso di pioggia o eccessiva sudorazione.