La velocità è nulla senza il controllo 1/2

da Silvano
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arafrasando questo famoso slogan oggi parleremo del sistema frenante della bicicletta. Da sempre la bicicletta è considerata un crogiuolo di idee generate per avere il massimo sotto due principali aspetti: leggerezza ed efficienza.

Per questo motivo molti elementi che la compongono hanno dei valori molteplici, come ad esempio il cerchione della ruota. La sua funzione di collegamento con i raggi ed il mozzo permette il rotolamento, supportando il copertone e la camera d’aria, e con la sua superficie laterale esterna o interna diventa elemento fondamentale per la frenata in quanto base di appoggio del sistema frenante.
Come tutti gli aspetti che hanno a che fare con la tecnologia, anche il sistema frenante della bicicletta è stato oggetto di notevoli miglioramenti con il passare del tempo, passando prima dal sistema di frenata regolato dal filo di acciaio (più leggero e modulabile) sino ad arrivare oggi al sistema idraulico (più potente). Ogni singolo pezzo che compone il sistema frenante è stato oggetto di migliore: a cominciare dalle pinze di frenata, che hanno cambiato forma e composizione, passando poi ai fulcri di rotazione delle parti del freno, modificati con lo scopo di aumentare l’efficienza della frenata a parità di sforzo esercitato sulla leva del manubrio.
Il cambiamento ha riguardato anche i tappi del freno, elemento fondamentale per creare l’attrito ottimale con il cerchio e rallentare la velocità di movimento. Anche questa parte del sistema frenante ha subito importanti modifiche nella sua mescola, con diversi materiali usati per adattarsi ai vari tipi di condizioni meteorologiche incontrate (particolare attenzione nei confronti di acqua e fango) o alle varie tipologie di cerchione adottate (acciaio, alluminio, carbonio). Il freno, trovandosi a lavorare in situazioni strutturali e ambientali diverse, varia infatti moltissimo la sua capacità frenante e, nei peggiori casi, l’eccessiva capacità di attrito o la sua mancanza può divenire fonte di pericolo per il ciclista. Partendo da questi presupposti la ricerca si è spostata negli ultimi anni sul freno a disco, che garantisce una migliore uniformità e modulazione di frenata in tutte le condizioni. Il sistema idraulico (quello più consigliato) permette infatti di avere dei sensibili miglioramenti in frenata, sia per la potenza che per la modularità della decelerazione.

La bicicletta e la sua ricerca improntata verso la velocità passa dunque da continui miglioramenti del comparto frenante, che deve garantire sicurezza in ogni condizione. La ricerca è in continua evoluzione, cercando di trovare il migliore compromesso tra la forza frenante impressa dalla mano sulla leva del manubrio e le varie tecnologie che permettono al battistrada di frenare la sua corsa nelle tempistiche desiderate.