Rivoluzione e-bike

da Silvano
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Da alcuni anni a questa parte si assiste in tutto il mondo alla progressiva diffusione della bici elettrica, mezzo che sta modificando profondamente il mondo del ciclismo amatoriale e non.

Partito recentemente come un spinta alla mobilità di persone con scarse capacità atletiche, il mondo delle e-bike è infatti arrivato negli ultimi anni a toccare anche le corse ciclistiche dei professionisti, modificando l’interpretazione di una disciplina che in precedenza era collegata a doppio filo con la fatica. La tecnologia applicata nella realizzazione dei mezzi ha permesso non solo di ridurre gli spazi del motore e della batteria, rendendo le bici gradevoli anche da un punto di vista estetico, ma ha di fatto cambiato radicalmente pelle al movimento ciclistico, sebbene l’intervento fisico del ciclista rimanga sempre un elemento fondamentale.

Nel giro di qualche anno, grazie alla tecnologia, si è dunque passati dalla bici elettrica della casalinga di Voghera, utilizzata come mezzo economico ed ecologico per spostarsi nella città, a una mountain bike elettrica con vari livelli di assistenza, in cui l’intervento del motore è proporzionale alla spinta effettuata sui pedali dal ciclista. In questo modo il gesto del pedalare non perde totalmente valore, ma rimane un elemento fondamentale per spostarsi a velocità inferiori ai 25 km/h e a 250 watt di potenza. La tecnologia, insomma, produce mezzi altamente sofisticati che rispondono a un mercato caratterizzato dalla voglia delle persone di spingersi oltre limiti che la semplice forza fisica non permetteva di oltrepassare, svincolando quell’inscindibile binomio “bicicletta=fatica”. La bicicletta è infatti da sempre considerata un mezzo simbolo di grande impegno fisico, ma anche di ambizione e privilegio, aspetti che ora vengono parzialmente messi da parte grazie all’avvento dell’e-bike, che rende a portata di molti escursioni riservate in precedenza ai pochi.

Allo stesso tempo, però, è normale che l’avvento della bici elettrica abbia portato con sé anche grandi discussioni, nonché le antipatie dei ciclisti muscolari verso i ciclisti pedalec. Tuttavia, sebbene sia vero che il ciclista pedalec ottenga le cose con meno sforzo rispetto al ciclista classico, è logico pensare che non sia la fatica il solo elemento discriminante per chi pratica ciclismo, quanto, piuttosto, anche la volontà di impegnarsi in attività fisiche e di godersi la natura con maggiore rilassatezza, il tutto rispettando l’ambiente e divertendosi. Al giorno d’oggi si vendono infatti persone che mai avrebbero preso in esame l’uso della bicicletta avvicinarsi a questo genere di attività, raggiungendo traguardi precedentemente impensabili e che regalano grande soddisfazione.