Proteggiamoci!

da Silvano
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Le attività umane sono molteplici sia a livello lavorativo che sportivo-ricreativo e sempre più, nello svolgere tali impegni, si ha la consapevolezza ed anche la necessità di proteggersi da possibili incidenti e dai danni fisici e materiali conseguenti.

 

Tali attenzioni si attuano sia nella valutazione dei rischi intrinsechi alle attività, diretti o indiretti, adottando dei comportamenti idonei a prevenirli, ma anche utilizzando delle protezioni che limitano ed evitano danni al nostro corpo, in specialmodo a quelli fondamentali per la vita, come il cervello.
Il casco è uno degli elementi di protezione che non può mancare nell'abbigliamento del ciclista in quanto, anche la più banale delle cadute, può causare dei danni alla testa permanenti ed anche irreversibili.

Il casco da ciclista moderno è formato da vari materiali tecnologici quali: polistiroli ad alta densità, kevlar, carbonio, strati di policarbonato, il tutto per creare una struttura altamente protettiva.
La parte esterna è costituita da un guscio in materiale moderatamente deformabile ma molto resistente alla perforazione ed alla abrasione con lo scopo di evitare la penetrazione da parte di corpi esterni; tale calotta è incollata alla sottostante parte in polistirolo ad alta densità avente lo scopo di assorbire e distribuire l'energia dell'impatto. Tale energia assorbita provoca molte volte la rottura del casco che non significa fragilità del casco, ma che l'energia è stata smaltita coinvolgendo solo moderatamente o per nulla la testa ed il cervello.

Da questo ne deriva che, dopo un impatto anche non particolarmente forte, il casco vada sostituito, avendo riportato dei danni che, seppur non visibili, ne compromettono la solidità. Queste indicazioni di comportamento si trovano anche nel libretto esplicativo in dotazione ad ogni casco ove sono indicate anche la durata temporale del casco, il suo corretto posizionamento in testa ed il suo stoccaggio nel periodo di non utilizzo; infatti l'esposizione per lungo periodo alla luce solare, alte temperature ecc.. ne compromettono l'affidabilità dei materiali impiegati.

Ma come si sceglie un casco?
I parametri che ne influenzano la scelta sono legati al tipo di attività ciclistica ed alle sue intrinseche esigenze: ciclismo su strada (aerodinamica, comfort in velocità), mountain bike (comfort, estrazione del calore, visierino parasole), downhill (alta protezione integrale, leggerezza, visiera, mentoniera), turismo (areazione, comfort, protezione estesa alla nuca).

In commercio vi è una scelta variegata, frutto di tecnologie e studi molto avanzati; ogni marca ha i suoi parametri di riferimento e le sue impostazioni per cui occorre sicuramente un test personale prima dell'acquisto. Uno dei parametri di riferimento, al di là del fatto estetico, è quello legato alla sua comodità di calzata che deve essere avvolgente, confortevole e precisa; le ulteriori regolazioni di fissaggio dovranno essere minime specialmente quelle sulla circonferenza della testa.

Il casco va indossato coprendo la fronte e non girato alla”bersagliera”; deve calzare come un guanto la nostra testa, lasciando pochissimo spazio di scostamento rispetto ad essa in modo che, in caso d'urto, il casco assorba più energia possibile. Un casco preciso, anche se non allacciato, deve rimanere fermo in testa. Nell'utilizzo va sempre allacciato correttamente con le cinghie sottogola e tenuto anche in salita o a basse velocità poiché non vi sono momenti discrezionali di poco pericolo: finchè si è in sella il casco va indossato in modo corretto.

I caschi moderni, oltre alla loro elevata sicurezza, hanno dei sistemi di areazione studiati in modo da creare delle correnti estrattive dell'aria calda anche a basse velocità, garantendo un senso di freschezza superiore al non indossarlo.

Buone pedalate a tutti, casco ben messo e allacciato sempre!