Sul dosso di Santa Brigida

da Silvano
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Breve itinerario nella selvosa Val Meledrio a cospetto delle strapiombanti pareti rocciose del gruppo di Brenta. Il percorso diparte dal centro abitato di Dimaro e si inoltra nell’ombroso e silenzioso bosco di abeti, per lo più su percorso sterrato, ricalcando parte del tracciato che il Dolomiti di Brenta Bike compie in Val di Sole.


Dal paese di Dimaro (da ammirare l’ardito campanile cinquecentesco della chiesa) seguendo le strade comunali sino alla frazione di Carciato. In prossimità di essa si percorre a destra una stradina asfaltata (crocefisso) che sale nella parte ovest della frazione (zona Senassega).

Descrizione:
Nell’abitato, si svolta a destra, tra ville di recente costruzione fino al termine della strada asfaltata dove inizia una stradina ciottolosa che sale in prossimità del bosco. Di qui, ancora a destra, al margine di alcune zone prative si entra nel bel bosco di abeti sino a giungere sulle rive del torrente Meledrio. Lo si attraversa sul caratteristico ponte in legno (zona attrezzata) incontrando la stradina sterrata che sale dalla Strada Statale n. 239.
A sinistra, su pendenza moderata, in ambiente fresco e silenzioso, superando alcuni antichi manufatti (calcara per fare la calce) si giunge in prossimità del ponte sul Torrente Meledrio (cascata del Pisson). Lo si attraversa salendo per ripida strada compatta con numerosi tornanti sino ad un tratto pianeggiante dove vi è un bivio con indicazione a destra per Pont del Pastin - Campo Carlo Magno; poco oltre un bel capitello dedicato alla Madonna, come quello che si incontra per primo salendo, si prosegue sulla strada, che ora  si fa più stretta, scavata sui fianchi dell’impervia gola, passando una piccola galleria fino a giungere ad un ponte di legno sospeso sulle spumeggianti e fragorose cascate del torrente Meledrio.

La stradina ora si fa un po’ più ampia e risale il fondovalle seguendo le anse del torrente nell’ombroso e silenzioso bosco di abeti, ai piedi del Dosso di S. Brigida, per centinaia d’anni ospizio dei pellegrini tenuto da monaci sui quali circolavano tenebrose leggende, sino a giungere nello spiazzo incolto della Malga di Presson posta un po’ più in alto (Loc. Pont del Pastin). Girando a sinistra, la strada divenuta più larga, attraversa il torrente sul Pont del Pastin e prosegue sulla sinistra a fianco del torrente per poi alzarsi gradualmente sul pendio boscoso e discendere sino alla Malga del Doss. Di qui in rapida discesa per alcuni tornanti ritornando sulla traccia di salita fino a Dimaro.