La strada militare

da Silvano
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Itinerario suggestivo immerso nel Parco Nazionale dello Stelvio. Si snoda nella stretta Val del Monte dall’abitato di Peio Fonti lungo una strada militare austriaca risalente alla guerra 1914-1918, dove sono  visibili resti di fortificazioni militari chiamati “stoi” recentemente recuperati.

Il percorso prosegue quindi attorno alla diga, bacino artificiale, di Pian Palù con una sosta alle famose fonti oligominerali.

Descrizione:
Dall’abitato di Peio Fonti si sale in direzione di Peio Paese; giunti al primo tornante, sulla sinistra, una strada asfaltata con indicazioni per Lago Pian Palù si inoltra nella Val del Monte. Superati i vasti spazi prativi la strada, con una decisa salita, entra nel rado bosco di abeti e larici giungendo ad uno spiazzo a destra in prossimità della Malga Termenago di Sotto (Frattasecca). Sulla sinistra si intravede fra i larici la sagoma del fortino Barba di Fior (costruito verso il 1910).

Abbandonata la strada per Pian Palù si imbocca sulla destra una strada boschiva che sale a fianco della Malga con pendenza moderata. La strada, costruita dagli austriaci prima della guerra 1914-1918, è un esempio di solidità e di saggezza costruttiva; in prossimità del percorso sono inoltre visibili resti di fortificazioni militari chiamati “stoi” recentemente recuperati. Vi si incontrano numerosi tornanti con aree attrezzate per la sosta dove è possibile ammirare nel silenzioso e aromatico bosco di pino cembro le alte cime innevate della Valle. Superata la località Vegaia (1.980 m), punto più alto dell’escursione, si attraversa in basso la Val degli Orsi giungendo alla Malga Giumella, che prende il nome dall’alta cima che la sovrasta. La Malga, posta in posizione dominante permette una bella vista sull’invaso azzurroverde di Pian Palù (esso risale agli anni Trenta).

Si discende in direzione del lago per stradina ciottolosa sino ad incrociarne un’altra a destra con indicazioni Malga Palù situata sulle sponde del torrente Noce immissario del lago. La stradina diventa un largo sentiero (SAT n. 110B) con alcuni passaggi più tecnici (sassi e radici) dove occorre, in mancanza di esperienza, scendere dalla mtb. Arrivati alla Malga Palù (1.826 m) e superati alcuni punti acquitrinosi, che presentano una ricchissima flora, ci si porta sulla sponda opposta del lago dove un regolare e veloce sentiero ci conduce sino alla Malga di Celentino posta in prossimità dello sbarramento della diga. La discesa avviene ora per un ripido stradello ciottoloso cui prestare attenzione sia per le sue brevi difficoltà tecniche che per la presenza di persone che salgono a piedi.

È consigliata quindi prudenza ed una moderata velocità nell’affrontarlo giungendo alla località Fontanino nota per la sorgente di acque minerali di indubbio valore (non sfugga il Fontanino di Cellentino, sulla destra del torrente). Ora una veloce ma stretta strada asfaltata (attenzione alle automobili) ci conduce nuovamente all’abitato di Peio Fonti.